blog americalatina

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"Hay muchas maneras de contar esta historia, como muchas son las que existen para relatar el más intrascendente episodio de la vida de cualquiera de nosotros".

Friday, November 23, 2007

La cellulosa continua a dividere

La Botnia è pronta per processare la cellulosa sul fiume Uruguay. La fabbrica della discordia è agli ultimi ritocchi, mentre le proteste da parte di ambientalisti e dei vicini argentini di Gualeguaychú non cessano. Ieri, la “Buenos Aires” che trasportava il secondo carico di pasta di cellulosa per la fabbrica, è rimasta incagliata su un banco di sabbia e la fermata obbligata è stata approfittata da alcuni attivisti che ne hanno dipinto le fiancate con frasi di ripudio.
Intanto, durante le prove di produzione, si è dovuta chiudere una scuola che sorge nelle vicinanze della Botnia perchè, a causa del forte odore proveniente dalle installazioni, sei bambini hanno sofferto nausea e forti capogiri. Secondo l’azienda, nulla di cui preoccuparsi, ovviamente. Sulla situazione sul fiume Uruguay vi linko le foto di Nicolás Bietti su flickr:
http://www.flickr.com/photos/nicolasbietti/
e la pagina dell’associazione dei cittadini di Gualeguaychú: http://www.noalapapelera.com.ar
La Botnia offre nel suo sito in spagnolo i risultati dello studio d‘impatto ambientale della sua pianta di Fray Bento (formato Pdf): http://www.metsabotnia.com/es/default.asp?path=284,1530,1391


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Tuesday, October 31, 2006

In Uruguay non si cerca più

In Uruguay non si cerca più. L’ordine di sospendere indefinitamente le ricerche delle tombe dei desaparecidos della dittatura è venuto dallo stesso presidente, il socialista Tabaré Vázquez. In quattordici mesi, da quando si è iniziato a scavare, si sono trovati i resti di solamente due persone: poco per sostenere le ingenti spese che la ricerca comporta. D’ora in avanti il gruppo di investigatori dovrà cercare fondi privati per poter continuare nel lavoro.
La dittatura uruguaya durò dodici anni, dal 1973 al 1985 e lasciò una stela di almeno duecento oppositori eliminati extra giudizialmente. Il governo di Vázquez ha finalmente dato nomi e volti, nonchè condanne, ai responsabili delle torture e delle violazioni ai diritti umani. Ciò nonostante, ora deve gettare la spugna di fronte alla penuria economica, un fatto non nuovo nella storia recente dell’Uruguay.
Tra le storie dei desaparecidos, aveva particolarmente commosso quella di María Claudia García, nuora del poeta Juan Gelman, rapita dalla polizia segreta a Buenos Aires e portata a Montevideo. Qui la ragazza, che era incinta, prima di essere uccisa ebbe una bambina che fu adottata da una famiglia del luogo. La bambina venne chiamata Macarena e ha scoperto solo nel 2000 la sua vera origine.
Due link sui desaparecidos uruguayani:
http://premiumwanadoo.com/nolaimpunidaduruguay/id32.htm
http://www.desaparecidos.org/uru/
L’elenco dei desaparecidos:
http://www.serpaj.org.uy/inf97/listade.htm

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