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"Hay muchas maneras de contar esta historia, como muchas son las que existen para relatar el más intrascendente episodio de la vida de cualquiera de nosotros".

Tuesday, November 04, 2008

Il cholo di Washington

Cambia l’America Latina, cambiano gli Usa. Con la vittoria di Barack Obama nelle elezioni di ieri, gli Stati Uniti hanno eletto il primo presidente di colore nella loro storia. Il figlio di un africano siederà alla Casa Bianca, un nero insomma: gli Usa hanno infine il loro cholo insediato nel gradino più alto della repubblica.
Proprio Washington un paio di anni fa si era scandalizzata per l´elezione di Evo Morales –un aymará pastore di vigogne- a presidente della Bolivia. Prima di lui c’era stato Alejandro Toledo in Perù –che si era valso del soprannome di cholo di Harvard- che aveva trasformato le sue origini, in un Paese al 90% meticcio, in un lasciapassare per la presidenza. L´americanismo e l´indigenismo si sono poi consolidati in questo decennio con Hugo Chávez e Rafael Correa, fieri rappresentanti delle loro origini indigene.
L’America diventa davvero multicolore e sarebbe bello pensare che dall’eterogeneità nascano idee per un domani migliore.
Forse. Quello che è stato diverso per secoli per un bianco, lo è stato anche per chi era dall’altra parte. Lo sa bene Chávez, che nel suo discorso domenicale, dopo aver vaticinato la vittoria di Obama, ha esclamato con il suo memorabile savoir faire: ¨Ed ora
voglio parlare con il nero¨.
Le differenze ed i luoghi comuni non sono poi così facili da superare
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