Guatemala: la pace dimenticata

La società guatemalteca rimane tra le più violente dell’America Latina, eredità dei trentasei anni di guerra. I fucili e gli Ak 47 di quel conflitto sono passati direttamente dalle mani dei guerriglieri a quelle delle bande organizzate, delle pandillas, dei delinquenti comuni. La violenza aumenta (più di 6000 omicidi quest’anno), il tasso di analfabetismo non è mutato, la povertà è ormai alla soglia del 70% della popolazione, bianchi ed indigeni non trovano tratti di unione. Chi guarda a quella guerra che ha lasciato una stela di morte e distruzione non trova giustizia, perchè gli accordi –come nel Salvador- hanno cancellato ogni possibilità di processare i colpevoli dei massacri. Non è un caso che Ríos Montt sia richiesto in Spagna: deve rispondere infatti dell’uccisione di cittadini spagnoli e non delle migliaia di guatemaltechi che le sue PAC –i gruppi paramilitari- mandarono a morire.
Le cause che generarono quella guerra –il cui inizio rimonta ormai a quasi mezzo secolo fa- sono ancora vigenti e, se ci è concesso, oggi sono peggiorate. Se il Guatemala vorrà salvarsi dalla morsa dovrà infine trovare una maniera per restituire la dignità a tutti coloro che hanno sofferto e soffrono l’emarginazione, la povertà, la miseria ed il disprezzo da parte di quella porzione –minima- della popolazione guatemalteca che si crede ancora oggi padrona assoluta del Paese.
I testi degli accordi di pace: http://www.congreso.gob.gt/gt/acuerdos_de_paz.asp
Labels: Guatemala
0 Comments:
Post a Comment
<< Home