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"Hay muchas maneras de contar esta historia, como muchas son las que existen para relatar el más intrascendente episodio de la vida de cualquiera de nosotros".

Tuesday, December 19, 2006

Il Pinochet inedito: "sono sempre stato democratico"

La Tercera ed El Mercurio, i due principali quotidiani cileni hanno pubblicato in contemporanea nell’edizione domenicale due interviste inedite a Pinochet. Entrambe risalgono al 1998 e quella del Mercurio, in particolare, venne raccolta quando ancora non erano iniziati i guai giudiziari. Vi traduco le parti più interessanti: la teoria sui desaparecidos (fatti scomparire dai loro stessi compagni), la definizione di democrazia (piuttosto ambigua), l’opinione sulla sconfitta elettorale del ‘90. L’autrice è Magdalena Ossandón.
C’è stata una forte opposizione quando ha giurato come senatore. Proteste di piazza, striscioni, denunce...”
Interrompe la domanda ed alza la voce: “Proteste di chi?”.
Dei familiari dei detenuti scomparsi, per esempio. Come valutò la situazione di accettare l’incarico nonostante la resistenza di alcuni settori?”.
“E se fosse stato al contrario?... quelli che morirono caddero perchè avevano armi e perchè spararono con esse. Mi sembra strano che ogni volta ci fosse uno scontro a fuoco tra militari ed oppositori non ci fossero mai morti. Solo macchie di sangue e nessun ferito. Questo era perchè se li portavano via. Qualcuno deve essere pur morta e i loro compagni le seppellirono. Lo ha mai pensato?”.
L’edificio del Congresso suggerisce immediatamente la parola democrazia. Come definisce questo concetto?”
Sorride. “... La democrazia è prima di tutto la libertà dell’uomo. Poter andare dove uno vuole, fare quello che uno vuole, proteggere. Infine, non finiremmo mai di dire cos’è la democrazia. Democrazia non è prendere le cose e gettarle. Bisogna meditarle, perchè si può fare del male ad altri... altrimenti già non è democrazia”.
"Si considera un democratico?".
“Sono sempre stato democratico, nonostanti si pensi che io sia un tiranno o un dittatore. Se lei legge i primi decreti della Giunta, il fine era quello di ristabilire la democrazia. Feci nominare una commissione perchè studiasse la Costituzione, perchè considero che non ci possa essere un governante senza limiti. Ci appellammo alla Costituzione anteriore finchè non apparve quella del 1980, che sorse dopo lo studio e l’esperienza di altre nel mondo”.
"Però lei viene indicato in tutto il mondo come un ex dittatore. Ha governato per 17 anni senza essere stato eletto con suffragio universale".
“Lei pensa che io lasciai il potere per mia volontà o per un suffragio? Ci fu un suffragio e persi. Quindi consegnai il potere tranquillamente. Non piansi. I cittadini decisero di cambiarmi... Sono stato uno dei pochi a consegnare il potere e lo feci perchè mi resi conto che i cittadini non volevano che continuassi. Inoltre, lei dovrebbe sapere che i dittatori che rimangono al loro posto finiscono male. Rivoluzioni e atti vandalici”.
"Si considera una persona umile?".
“No. Sono un uomo semplice. L’umiltà è un’altra cosa”.
"È diventato più mite con il passare degli anni? Si è umanizzato?".
“Sono sempre stato lo stesso, signora, sempre! Non mi sono mai umanizzato o disumanizzato. Sono sempre stato lo stesso: corretto. Aiuto la gente che posso aiutare. Tendo una mano ai miei nemici o alle persone a me contrarie, perchè così mi è stato insegnato”.
"Cosa significano quelle sue foto dei primi tempi, con gli occhiali scuri? La sua immagine era temibile".
“Le dico una cosa. Sa da quante notti non stavo dormendo? Tre notti. Gli occhi mi lacrimavano ed erano irritati. E siccome quei gentiluomini dell’opposizione, in quel momento, cercavano qualsiasi pretesto per fare del danno ad uno, sfruttarono quell’immagine”.
L’intervista integrale è sul sito del Mercurio:
http://diario.elmercurio.com/2006/12/17/reportajes/_portada/noticias/61EC7FB5-AC8F-432A-ABC0-36D51EB5C0CA.htm

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