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"Hay muchas maneras de contar esta historia, como muchas son las que existen para relatar el más intrascendente episodio de la vida de cualquiera de nosotros".

Monday, December 18, 2006

I diritti di Oaxaca

Repressa la protesta, ora ad Oaxaca si marcia per chiedere un altro tipo di giustizia, quella che interessa i centinaia di detenuti incarcerati durante i disordini degli scorsi mesi ed in particolare di quelli finali del 25 novembre. Nel peggiore stile repressivo, i detenuti sono stati trasferiti nelle prigioni di altri stati del Messico, lontani dai loro cari e dalla loro città. Una punizione che vuole essere un monito e che, lungi dal garantire la giustizia, ha il sapore della vendetta da parte delle autorità. Secondo fonti ufficiali 98 degli arrestati sono stati inviati a Nayarit, a 1200 chilometri di distanza da Oaxaca.
La marcia di protesta, condotta dai collettivi femminili, è un segno che –proprio nel giorno del ritiro della Polizia federale- la mobilitazione continua.
Ulises Ruíz, il governatore che, nonostante la rivolta popolare continua a rimanere incollato alla poltrona, è tornato a fare proselitismo, presentandosi a tutti gli atti ufficiali che dovrebbero dimostrare come la legalità sia tornata nella città. Ieri era nella sede del giornale “Adiario” e, dopo aver mandato la polizia a sparare sui manifestanti e scatenare un putiferio che è costato morti e tragedie, ha parlato di riconciliazione.
Le foto della manifestazione di domenica sono su questo link:
http://www.flickr.com/photos/46538313@N00/
Per seguire la vicenda di Oaxaca giorno dopo giorno dai resoconti dei protagonisti:
http://www.asambleapopulardeoaxaca.com/
http://oaxacaenpiedelucha.blogspot.com/

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