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"Hay muchas maneras de contar esta historia, como muchas son las que existen para relatar el más intrascendente episodio de la vida de cualquiera de nosotros".

Wednesday, September 06, 2006

La lunga morte di Castaño

Carlos Castaño, il capo delle forze paramilitari colombiane, sarebbe morto davvero. I resti riesumati in un fossa nella regione di Valencia sono stati confermati come i suoi dalla prova del DNA.
Scomparso nell’aprile 2004, Castaño è stato il sanguinario capo delle AUC, le Autodefensas Unidas de Colombia. Per anni, il suo nome è stato associato alla violenza e ai traffici che i cartelli compivano grazie al suo appoggio.
La fine è giunta quando, prossimo all’estradizione negli Stati Uniti per rispondere dei suoi legami con il narcotraffico, Castaño si era detto disposto a collaborare pur di ottenere come garanzia la libertà. Il capo paramilitare sarebbe quindi stato ucciso in un regolamento di conti da un killer inviato dal proprio fratello, Vicente. Intanto, il governo di Uribe confezionava una generosa legge di amnistia che perdonava i quasi 33.000 soldati delle forze raccolte da Castaño durante gli anni. In cambio della smobilitazione ed il disarmo, anche qui è valsa la legge del perdono su stragi, esodi forzati, distruzione di villaggi e violenza sistematica.
Su Castaño pendevano 127 processi in cui lo si accusava praticamente di tutto: sequestro, massacro, estorsione, narcotraffico, omicidio.
La BBC offre un’intervista con Castaño, rilasciata nel 2001:
http://news.bbc.co.uk/hi/spanish/latin_america/newsid_1183000/1183430.stm
L’intervista, la dice lunga sul personaggio.
Le AUC, anche se smobilitate, hanno la loro pagina web:
http://www.colombialibre.org/