Storia di una fabbrica di alluminio

Da oggi l’Alunasa (http://www.alunasa.com) è l’oggetto della discordia tra Venezuela e Costa Rica, con un terzo protagonista, il Nicaragua. La storia è presto detta. Poco più di un mese fa Chávez aveva promesso ai nicaraguensi, oltre ad un oleodotto e ad una raffineria, anche una fabbrica di alluminio. Fin qui niente di allarmante, già che il Venezuela è uno dei maggiori produttori al mondo di questo metallo.
Il pasticciaccio lo combina Óscar Árias, presidente della Costa Rica, sempre alla ricerca di un palcoscenico internazionale da cui profondere pillole di saggezza. Árias, convinto di non aver abbastanza problemi in patria, mette spesso il naso negli affari altrui. L’essere stato insignito del premio Nobel per la pace lo ha convinto di poter esprimere lezioni di democrazia spesso senza valutare gli effetti che le sue parole possono provocare.
Qualche giorno fa Árias ha avuto l’idea di criticare il Venezuela per le leggi che permetteranno a Chávez di governare per decreto. Un’ingerenza che non è stata digerita da Caracas, la cui risposta non si è fatta aspettare: Chávez, con la celerità che lo contraddistingue, ha immediatamente iniziato le pratiche per la chiusura di Alunasa in Costa Rica.
Tutti i programmi sociali, la sicurezza di un lavoro, il progresso di una regione altrimenti sterile verranno cancellati: complimenti, don Óscar, 400 disoccupati per la sua lingua lunga. Ma è lecita una domanda: è venuto prima l’uovo o la gallina? La fabbrica di alluminio promessa da Chávez ad Ortega, non sarà stata poi proprio l’Alunasa?
Labels: Costa Rica
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