I deputati paramilitari di Uribe

Il presidente continua a negare il nesso con la destra paramilitare e la María Consuelo, naturalmente, non pensa alle dimissioni. Per lei vale il detto comune in quasi tutta America Latina: “es mi hermano pero no se nada de él”.
Eppure, l’arresto di Álvaro Araújo una trascendenza importante ce l’ha, già che mina l’immagine di quella Colombia democratica e liberale che Uribe ha tentato di proiettare all’estero con María Consuelo. Doveva essere la faccia pulita della Colombia, da presentare ai presidenti e ministri stranieri come un biglietto da visita, quasi uno spot di televisione per attirare simpatie e fiducia. Invece, come l’uomo del Monte che dietro il suo sorriso bonario aveva dietro migliaia di contadini sfruttati, anche la María Consuelo d’ora in avanti non potraà che sollevare dubbi di fronte ai suoi interlocutori.
Per il momento, Uribe non ci sente e va avanti per la sua strada. Mentre l’opposizione chiede a più voci una dura reazione con le dimissioni di quanti si trovano coinvolti nello scandalo, il presidente (apparso in televisione abbastanza provato) si arrampica sugli specchi pur di difendere un potere che appare sempre più illegittimo. Le accuse, infatti, vogliono provare che le elezioni del 2002 sarebbero state truccate almeno in tre regioni, quelle di César, Magdalena e Atlántico. La crisi politica è dietro l’angolo: cosa si inventerà stavolta Uribe?
Già che stiamo parlando di Colombia, vi suggerisco la visita a http://bogotalia.blogspot.com/ che ha pubblicato un’interessante nota sulla vicenda di Freddy Muñoz.
Labels: Colombia
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