Muore Pinochet: la fine del male

Per questo e per il cinismo con cui ha marcato la sua carriera di dittatore, mandando a morire senza pietà migliaia di persone, Pinochet meriterebbe un posto a parte nella “Storia universale dell’infamia” di Borges, perchè molto più infame di Lazarus Morell che emancipava gli schiavi neri per poi venderli a un’altra piantagione o dello spietato assassino Monk Eastman.
Pinochet è stato una persona orribile. Purtroppo, nel Cile di oggi sono in tanti, tantissimi a difenderlo, giustificando il suo operato con la facile spiegazione di aver salvato con il suo operare la patria dal pericolo rosso. È un’interpretazione di comodo, che passa sopra le migliaia di drammi familiari, le torture, le morti, il terrore instaurato dal peggiore regime che la storia recente dell’America Latina ricordi. È una maniera anche per sminuire il peso di quegli avvenimenti, perchè il Cile ed i cileni non vengano ricordati solo per quel periodo triste. Di fatto, appena hanno potuto, i cileni si sono dati un governo democratico e si sono rimboccati le maniche per costruire una nazione tra le più salde in tutta l’America Latina. Chi ne dà il merito a Pinochet è cieco o non capisce niente.
Pinochet è stato un peso –e continuerà ad esserlo per lungo tempo- per le coscienze ed un nemico per gli ideali più puri a cui può aspirare il genere umano: la pace, il rispetto, la libertà.
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