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"Hay muchas maneras de contar esta historia, como muchas son las que existen para relatar el más intrascendente episodio de la vida de cualquiera de nosotros".

Sunday, December 10, 2006

Muore Pinochet: la fine del male

Ci sono personaggi che con la dipartita liberano il mondo della loro presenza ostile e malefica. Augusto Pinochet è stato senz’altro uno di questi. Arrivò al potere tradendo la repubblica per la quale aveva giurato fedeltà, provocando non solo la morte di Allende ma macchiandosi dell’assassinio di più prestigiosi militari che ne avevano accompagnato l’ascesa, come Prats. Allende, bontà sua, lo aveva voluto al vertice della gerarchia militare pochi giorni prima del golpe. Fu ripagato con una delle pagine più nere nella storia dell’America Latina. Pinochet, all’apparenza un essere insignificante, dalla voce stridente e dalle maniere isteriche, è sempre stato sostenuto da una sfrenata ambizione, che andava molto aldilà del suo odio per il comunismo e che calpestava ogni parvenza di rispetto per la vita umana. Era animato dalla brama di potere, da quel diavolo insano che cova nel profondo di alcune persone, spesso mediocri, e che dilaniano il quieto vivere dei più.
Per questo e per il cinismo con cui ha marcato la sua carriera di dittatore, mandando a morire senza pietà migliaia di persone, Pinochet meriterebbe un posto a parte nella “Storia universale dell’infamia” di Borges, perchè molto più infame di Lazarus Morell che emancipava gli schiavi neri per poi venderli a un’altra piantagione o dello spietato assassino Monk Eastman.
Pinochet è stato una persona orribile. Purtroppo, nel Cile di oggi sono in tanti, tantissimi a difenderlo, giustificando il suo operato con la facile spiegazione di aver salvato con il suo operare la patria dal pericolo rosso. È un’interpretazione di comodo, che passa sopra le migliaia di drammi familiari, le torture, le morti, il terrore instaurato dal peggiore regime che la storia recente dell’America Latina ricordi. È una maniera anche per sminuire il peso di quegli avvenimenti, perchè il Cile ed i cileni non vengano ricordati solo per quel periodo triste. Di fatto, appena hanno potuto, i cileni si sono dati un governo democratico e si sono rimboccati le maniche per costruire una nazione tra le più salde in tutta l’America Latina. Chi ne dà il merito a Pinochet è cieco o non capisce niente.
Pinochet è stato un peso –e continuerà ad esserlo per lungo tempo- per le coscienze ed un nemico per gli ideali più puri a cui può aspirare il genere umano: la pace, il rispetto, la libertà.

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1 Comments:

Blogger Annalisa Melandri said...

Se fue la "M mas M del vil abbecedario" per dirla con le parole di Gustavo Valcarcel. La sua morte non cancella la barbarie sin olvido, non fu solo, fino al momento della sua morte, sui militari, sui medici, sulle spalle di chi ha il coraggio di piangere la sua morte, sulle banche che hanno accettato il suo danaro, su quel potere che in altri luoghi continua la barbarie, sul mondo che non lo ha fermato, sul Vaticano che gli ha stretto la mano, pesa ancora la colpa. E sulla giustizia che non è riuscita a fargli scontare un solo giorno di carcere facendolo morire da uomo libero. Amen.

12:47 AM  

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