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"Hay muchas maneras de contar esta historia, como muchas son las que existen para relatar el más intrascendente episodio de la vida de cualquiera de nosotros".

Wednesday, November 01, 2006

Non ricordo, non c'ero e se c'ero dormivo

Pinochet riceve un altro carcere domiciliario e alle accuse che lo riguardano, continua a ripetere un disarmante “non ricordo”. Niente di nuovo sull’orizzonte giudiziario dell’anziano dittatore, icono in pannolone per alcuni, pazzo sadico per la maggioranza.
La nuova accusa riguarda le indagini sulle torture perpetrate a Villa Grimaldi, carcere nemmeno troppo segreta della Dina, dove passarono negli anni del regime circa 4500 persone –tra cui Michelle Bachelet e sua madre- di cui almeno 250 giustiziate dopo aver subito ogni tipo di tortura.
Pinochet deve rispondere per 36 casi di sparizione e 23 di torture. Dice di non ricordare nulla, ovviamente, anche se nei suoi giorni di gloria amava ripetere che in “Cile non si muove foglia che io non voglia”. L’ex dittatore, che nel 2004 era stato dichiarato incapace di intendere, da allora si è visto coinvolto nel caso Riggs, dove grazie a complesse manovre finanziarie ha cercato in tutte le maniere di occultare il patrimonio fraudolento acquisito con gli anni. Per questa ragione, i giudici ora non gli credono più. Pinochet, secondo il giudice istruttore Alejandro Solís “comprende perfettamente la propria situazione giudiziaria, il senso delle sue deposizioni e mantiene quasi intatta la sua memoria”.
Risulta patetico oggi –soprattutto per i suoi partitari- vedere l’ex uomo forte ridotto a fare da macchietta a sè stesso. Pinochet aveva un grande sogno: quello di passare alla storia come un grande condottiero del XX secolo. Di lui verrà ricordata invece la parabola di un tetro personaggio immerso nei peggiori meandri della miseria umana.
Villa Grimaldi è oggi un museo dedicato alla pace:
http://www.villagrimaldicorp.cl/
Il Pinochet d’annata subito dopo il golpe: http://www.youtube.com/watch?v=tGG3WCi2yVA

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