Botte a gogò per medici e maestri

Cosa succede? Segno dei tempi e dei risultati delle tanto sbandierate ricette liberali. Le ragioni sono tante e si accumulano, prima fra tutte l’incapacità (o è meglio dire il disinteresse) dello Stato di applicare politiche sociali che plachino almeno in parte il disequilibrio creato dalle contingenze internazionali.
La gente ha necessità basiche e i salari sono perfettamente ridicoli.
Qual’è lo stato delle cose? In Guatemala, i medici sono in sciopero dal 10 agosto. Il movimento di protesta è stato graduale, in maniera da dare tempo alle autorità di provvedere ad una soluzione. Le ragioni? Negli ospedali pubblici manca di tutto, dalle garze fino alle sale operatorie che cadono a pezzi. Mancano in tutto 130 milioni di dollari. Lo Stato ha trovato la soluzione: nei prossimi giorni si assisterà alla militarizzazione degli ospedali pubblici. Ed i politici? Loro continueranno a farsi curare negli ospedali privati.
I maestri non stanno meglio. Ad Oaxaca, da quasi tre mesi i maestri (lo sciopero è iniziato il 22 maggio) chiedono che il governatore se ne vada. Quella che era iniziata come una protesta per ottenere migliori condizioni di lavoro ed un aumento salariale, è finita in carneficina. Il governatore Ruiz risolve così le vertenze sindacali. L’ultimo maestro morto è di giovedì scorso.
In Honduras, il governo ha invece finalmente accettato di accordare un aumento salariale ai maestri. Prima, però, i professori le hanno prese di santa ragione (50 feriti, alcuni per i colpi di arma da fuoco della polizia). Le busse sono servite a qualcosa: ora, guadagneranno 350 dollari al mese.
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