Uragani e carestie

Alma non ha raggiunto la forza di un uragano, ma ha lo stesso causato uno sfacelo. In Honduras, nell´aeroporto di Toncontín, un aereo è andato lungo in atterraggio causando cinque morti e diversi feriti; diverse imbarcazioni sono affondate nel Pacifico (il conteggio delle perdite è ancora impreciso); gente ignara in auto è stata trascinata dai fiumi in piena. Migliaia di persone sono state e continuano ad essere evacuate. Ma non sono solo le perdite umane a contarsi, ma anche quelle materiali. León e Managua in Nicaragua sono in ginocchio da giorni, mentre da una settimana sono interrotte le strade che uniscono Panama e Costa Rica. La terra è satura di acqua e tutte le coltivazioni sono a rischio.
Alma si è appena calmata che sulle coste del Guatemala è arrivato Arthur. Siamo solo alla lettera A. Il degrado del clima appare evidente e, anche se a Roma in questi giorni si parla di come ottimizzare le risorse per affrontare la crisi alimentaria (l’Associated Press ha postato questo sintomatico articolo: “I leader mondiali discutono di carestia e mangiano come dei¨: http://www.nacion.com/ln_ee/2008/junio/03/mundo1563452.html), l´emergenza meteorologica rimane indissolubilmente legata all´equazione causa-effetto per le carestie presenti e del futuro. Sembar, però, che siano pochi ad accorgersene. Intanto, continua a piovere.
Il monitoraggio sugli uragani: http://hurricane.accuweather.com/hurricane/index.asp
Labels: Centroamerica
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