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"Hay muchas maneras de contar esta historia, como muchas son las que existen para relatar el más intrascendente episodio de la vida de cualquiera de nosotros".

Friday, December 28, 2007

Un circo sulla liberazione dei sequestrati

Da alcuni giorni è in atto un circo mediatico sulla liberazione dei tre ostaggi in mano alle Farc (Clara Rojas, suo figlio Emmanuel e Consuelo González). Ci si sono messi di mezzo un poco tutti: Chávez, Sarkozy, Uribe –piccatissimo-, Piedad Córdoba, i giornali colombiani –anche questi piccatissimi per l’ingerenza venezuelana-, otto governi differenti in uno spiegamento di diplomazia che non si vedeva da tempo.
Durante questi giorni (al momento nove, dall’annuncio) sono apparsi tutti in televisione, a ribadire l’imminente liberazione e a ritagliarsi, soprattutto, una parte di merito nelle trattative. Sarkozy, che tratta la tragedia dei sequestri come parte del gossip; Chávez, che ne trae ulteriori vantaggi di immagine; la Córdoba, pasionaria che non disdegna di presentarsi alle conferenze stampa abbigliata come se fosse alla consegna dell’Oscar.
Il dramma diventa di nuovo un circo, insomma, ed anche i meriti –veri o falsi che siano- rimpiccioliscono di fronte al misero spettacolo della vanità umana. Le televisioni mostrano un Chávez gongolante, in versione “faso tuto mi”, mentre i tigì hanno fatto della località di Villavicencio (dove atterrerà l’aereo con gli ostaggi) un palco degno appunto di una finale. Ci saranno le lacrime, il dramma delle famiglie da mostrare in tutto il loro splendore di audience in mondovisione, la telenovela fatta realtà. Ci si collega persino con il servizio meteorologico per sapere le condizioni del tempo, come se si dovesse giocare una partita di calcio. Insomma, si perde il senso della misura, del rispetto per la tragedia altrui. I sequestrati diventano non solo merce di scambio ma anche merce per rilucire, agevolare carriere, gonfiare ego. Merce, appunto, solo merce.

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4 Comments:

Blogger doppiafila said...

Ciao Maurizio. Chissá peró se questo bombardamento giungerá con la stessa intensitá anche al colombiano "de a pié", la massa, che non legge i giornali, non vede canali internazionali e cambia canale dopo i primi 15 minuti delle notizie... Secondo me é un fatto positivo che si parli tanto di questa liberazione: non c'é attenzione al tema che sia eccessiva! Che poi alcuni cerchino di approfittarne, beh, é la politica - ed é anceh un'ottima occasione perché nuovi attori possano salire su un palcoscenico troppo spesso monopolizzato dai soliti noti...
Saluti ed auguri,
Doppiafila

1:44 PM  
Anonymous Gabriella said...

Io piuttosto aspetto ancora un servizio giornalistico corretto sul tema. Ossia un servizio che mi spieghi: 1) chi sono le Farc e che cosa vogliono, contro cosa lottano, cosa vorrebbero ottenere; 2) perchè mai per risolvere un problema interno che dura da anni è necessario un tale spiegamento di forze diplomatiche straniere, e in particolare l'intervento di un capo di stato estero; 3) come mai di questi ostaggi che sono prigionieri ormai da anni se ne parla (sui giornali) insistentemente solo di recente e soprattutto "grazie" alla Betancourt.
Aspetto che i giornalisti italiani la smettano di fare servizi che non ci spiegano nulla, solo per raccontarci che la guerriglia è crudele (grazie mille per la precisazione, come se ci fosse una guerriglia pacifica), e si ricordino che il loro mestiere è INFORMARE, CERCANDO le notizie, non rimpolpare le veline delle agenzie di stampa. Questo è l'ennesimo caso in cui dovrebbero tutti vergognarsi.

11:14 AM  
Anonymous Anonymous said...

quello che stavo cercando, grazie

2:51 PM  
Anonymous Anonymous said...

good start

3:39 PM  

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