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"Hay muchas maneras de contar esta historia, como muchas son las que existen para relatar el más intrascendente episodio de la vida de cualquiera de nosotros".

Wednesday, June 07, 2006

Un Nobel senza qualità

Rimaniamo in tema di Costa Rica, perchè è di questi giorni la risibile notizia che Abel Pacheco, l’ex presidente di questo Paese, è uno dei più seri candidati al Nobel per la Pace 2006. Risibile perchè la motivazione (è stato autore di una moratoria alla ricerca petrolifera sulla costa atlantica della Costa Rica) dimentica i vari attentati alla pace perpetrati dal signor Pacheco.
Vediamo quali. La Costa Rica negli anni Ottanta dichiarò per Costituzione la propria neutralità in qualsiasi conflitto. L’iniziativa partì dall’allora presidente Monge, che volle così continuare la politica pacifista del paese, che dal 1948 ha abolito l’esercito. Pacheco, disinteressandosi della Costituzione e dei meriti pacifisti della Costa Rica sottoscrisse l’atto di aggressione con il quale gli Stati Uniti cercavano di rendere plausibile la guerra in Iraq alla comunità internazionale. Come un paese neutrale (come la Svizzera, per intenderci) possa partecipare ad un conflitto è una risposta alla quale nemmeno Pacheco ha saputo rispondere...
Il nostro, però, è andato ben oltre. In varie interviste ha sempre difeso la sua scelta arrivando a estremi tristi e ridicoli per sostenerla. Alcune sue uscite gli sono valse la critica generale delle forze politiche e sociali della Costa Rica:
È meglio che muoiano i bambini iracheni che i nostri” è stata una delle sue lapidarie frasi sulla questione. Niente male per venire dalla bocca di un candidato al Nobel per la Pace. Se non fosse sufficiente, ancora oggi la Costa Rica appare tra i 49 paesi della coalizione. Se non ci credete, date un’occhiata agli amici americani:
http://www.whitehouse.gov/news/releases/2003/03/20030327-10.html
L’organizzazione ambientalista Oilwatch (http://www.oilwatch.org/) è quella a cui dobbiamo l’iniziativa. A questi geni della politica ambientale, va tutto il nostro rammarico.
Per inciso, il neo presidente Óscar Árias –già premio nobel per la Pace- ha fatto sapere che l’esplorazione petrolifera verrà ripresa durante la sua amministrazione: con buona pace della Pace.

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