Legge di migrazione all'ultimo atto

Bush difende la legge cone le parole di sempre: “Il programma di lavoratori ospiti è vitale per sgonfiare la pressione alle frontiere e permettere che la polizia si interessi delle minacce per la nostra sicurezza, come il narcotraffico ed il terrorismo”.
Integralisti con il turbante in Messico se ne vedono ben pochi, però la strategia della paura passa ora per l’emigrante. Dito puntato quindi contro i poveri del sud del continente americano, ai quali verrebbero chiuse le porte degli Stati Uniti in maniera permanente. La proposta dei repubblicani, lo ricordiamo, vuole sfruttare i lavoratori stranieri per sei anni per poi rispedirli al proprio paese. Inoltre, prevede severe pene carcerarie, trasformando il diritto della ricerca di nuove opportunità in un reato. L’ideatore di questa legge è un deputato dal nome di ciclista svizzero, Sensenbrenner. Viene dal Wisconsin, ha 63 anni, ed è stato anche l’ideatore del Patriot Act. Ha soldi a palate: la sua famiglia è proprietaria della Kimberly Clark, azienda che per pulirci il culo disbosca le foreste del Brasile e del Canada. Chiaro che del destino di un immigrato al signor Kimberly non gliene può importare meno che niente.
Le malefatte di James Sensenbrenner (in inglese):
http://www.idyllopuspress.com/meanwhile/?p=211
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