E l'Europa tace

L’unico ad aprire bocca nel Parlamento europeo, a chiedere se i suoi colleghi avessero intenzione di prendere una posizione sulla liberazione di un terrorista, è stato Willy Meyer che, nonostante il suo nome, è spagnolo e rappresenta la Izquierda Unida. Non c’è bisogno comunque di essere di sinistra per condannare le azioni di Posada Carriles, il cui gioco è stato sempre e solo quello di seminare il terrore, colpendo indiscriminatamente la popolazione civile: la bomba sul volo 455 di Cubana de Aviación (73 morti), le bombe del 1997 dove morì Fabio Di Celmo, le varie azioni all’interno dell’Operazione Condor non hanno ucciso esponenti della rivoluzione cubana, ma solamente dei civili ignari del destino a cui andavano incontro.
Il movimento dei Paesi non allineati ha preso una dura posizione sulla liberazione del terrorista, dimostrando come un certo mondo abbia ancora la forza ed il diritto di indignarsi e di protestare (il testo tradotto all’italiano è sul blog di Antonio Pagliula: . http://verosudamerica.blogspot.com/2007/04/dichiarazione-dei-paesi-non-allineati.html).
L’Europa sta zitta quindi e viene da chiedersi se lo fa per convenienza o per ignoranza. È la nostra politica, circondata da un devastante opportunismo e –nel caso del nostro governo- da una incapacità di mettere a fuoco le priorità. Non credo che condannando Posada Carriles e la decisione della sua liberazione si facciano gli interessi di Cuba, ma che si faccia la politica di tutti gli uomini con un poco di senno. Per prendere posizione, però, ci vuole fermezza, qualità che attualmente in Europa, chi governa, ne ha ben poca. Il terrorismo è uno solo e come tale dobbiamo trattarlo.Continua intanto la mobilitazione internazionale per evitare che, oltre alla liberazione, Posada Carriles ottenga ora anche un repentino asilo politico da parte di una nazione amica di Washington.
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