I paseros sfruttati e dimenticati

“I commercianti che li assoldano li trattano come bestie. Li fanno aspettare fuori dai loro magazzini alle intemperie o sotto il sole a quaranta gradi e poi, quando viene concluso un affare, li chiamano con irriverenza per mostrare loro cosa devono trasportare. Proprio come i muli, questa gente è capace di caricarsi sulle spalle sacchi e casse di enormi dimensioni, al limite delle loro possibilità fisiche. Sono involti di sessanta, settanta chili sotto i quali i paseros arrancano per guadagnarsi pochi centesimi a viaggio. Chi ce la fa, ne porta più di uno. Caracollano per un po’, finchè prendono il passo e camminano quei cinquecento metri che sembrano una infinità e che li dividono dal confine. Sembra finita, ma una volta in fila comincia un’altra sfida, quella dei nervi, a subire in un’attesa interminabile, il disprezzo e la prepotenza imposte dai doganieri”.
Questa è solo una parte dell’articolo. Su Narcomafie di maggio il resto.
http://www.narcomafie.it/fotoinchieste_2006/foto_5_2006.htm
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