Sul Cafta, il Guatemala ci ripensa

“Il mio paese non può modificare le leggi vigenti da un giorno all’altro in nome di un accordo commerciale” ha dichiarato ai giornalisti.Berger si è probabilmente reso conto del pericolo che rappresenta il Cafta e chiede una modifica su alcuni punti firmati troppo frettolosamente. In particolare, gli Usa insistono perchè il Guatemala cambi la legislazione nazionale sulle telecomunicazioni, la proprietà intellettuale e il regolamento sulle licitazioni governamentali. L’agricoltura, poi, sarebbe lasciata allo sbando. Il Cafta, infatti, mentre permette le sovvenzioni agli agricoltori statunitensi, vieta decisamente lo stesso trattamento per quelli centroamericani.
“Gli Stati Uniti sbagliano e per la loro insistenza stanno lasciando fuori del trattato le due principali economie centroamericane, la nostra e quella della Costa Rica” ha continuato Berger.
Il presidente guatemalteco ha fatto bene i conti. Con le frontiere chiuse dalla nuova legge di migrazione Usa ed un Cafta scellerato, tutti i disoccupati (vecchi e nuovi) rimarranno a casa propria. Chi li manterrà?
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