I minatori di San Juan de Sabinas

San Juan de Sabinas sorge nella provincia messicana di Cohauila, da dove si estrae il 95% del carbone di questa nazione. I minatori qui sono abituati ad una vita di stenti, e per i giovani non esiste nessuna opportunità di lavoro che non sia quella di emigrare o piegarsi alla vita in miniera.
La tragedia di domenica scorsa era praticamente annunciata. Le condizioni di lavoro sono pessime, e solo il 7 febbraio una commissione che aveva visitato le installazioni aveva rivelato serie irregolarità. Non abbastanza serie, però, da pregiudicare la chiusura della miniera. In un paese dove gli affari si arrangiano con favori e mazzette quella decisione non aveva scandalizzato nessuno. È come il cane che si morde la coda: gli operai chiedono migliori condizioni di lavoro, però allo stesso tempo si rifiutano di cedere ad una chiusura, anche solo temporale. Nella logica dell’azienda, invece, bisogna sempre andare avanti, non importano i rischi, non importa la vita delle persone. Il risultato è stata l’esplosione di grisù e, con le morti ormai certe dei minatori, miseria che si aggiunge ad altra miseria.
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