La fortuna di Fidel

Forse perchè ha poco o nulla da dire. In effetti, nei profili che la rivista pubblica (http://www.forbes.com/2006/05/04/rich-kings-dictators_cz_lk_0504royals.html) mentre sugli altri nove candidati ci sono lunghissime spiegazioni sui proventi ed investimenti, la scheda di Castro risulta stranamente risicata. “Stimiamo la fortuna in base al suo potere economico sulle compagnie statali” scrive, citando poi come fonti, ex ufficiali cubani esiliati (per cui inattendibili).
Secondo i difensori della rivista, la stima è fatta in base alla logica del sistema comunista, per cui il Líder máximo della rivoluzione ha disposizione assoluta su tutti i beni dello Stato. Che poi non ci sia nulla a suo nome è un’altra cosa.
Il ragionamento è un poco schizofrenico, ma per gli ambienti conservatori calza.
Castro si scalda, quindi, e a ragione e a Forbes non rimane che tacere perchè, proprio come dice Fidel: “non troveranno mai nemmeno un centesimo a mio nome”.
Di nuovo, agli amici americani non gliene riesce una con Fidel.
L’editoriale di Juventud Rebelde, intitolato “La vera fortuna è di Cuba”:
http://www.jrebelde.cubaweb.cu/2006/abril_junio/mayo-24/fidel7.html
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